Come evitare che le mie newsletter finiscano in SPAM?

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Se hai esperienza nell’invio di campagne e-mail, ti sarai inevitabilmente imbattuto nel problema del filtro ANTI-SPAM.
Secondo ReturnPath , circa il 21% delle e-mail finisce in tale cestino.

È importante capire cos’è lo spam, come funzionano i suoi filtri e i firewall.
Qui sotto alcuni accorgimenti che puoi utilizzare per ridurre la possibilità che le tue comunicazioni siano automaticamente contrassegnate come “indesiderate”.

 

Cosa intendiamo con SPAM?

Lo spam può essere attuato attraverso qualunque sistema di comunicazione come messaggi di posta elettronica, chat, forum, Facebook ecc.
È l’invio di messaggi ripetuti a frequenza così elevata da renderli indesiderati. Da questo punto di vista i filtri anti-spam fanno un grande favore a noi utenti, difendendoci da comunicazioni inutilmente assillanti. Talvolta purtroppo anche messaggi utili rischiano di essere rilevati erroneamente come spam. Per fortuna si può minimizzare tale eventualità, seguendo alcuni criteri basilari quando strutturiamo i contenuti delle comunicazioni.

 

Cosa sono i filtri ANTI-SPAM?

I filtri anti-spam prendono in considerazione un lungo elenco di criteri.Risultati immagini per filtri anti spam
Assegnando un punteggio, determinano se una campagna passerà attraverso il filtro.
Se il punteggio supera una determinata soglia, l’e-mail sarà contrassegnata come spam e andrà direttamente nella cartella “indesiderata”.

L’elenco di criteri è in costante evoluzione, in base a ciò che le persone identificano come indesiderato. Non esiste una formula magica ma ci sono dei passaggi che puoi rispettare per ottimizzare i risultati delle tue campagne di comunicazione massiva.

 

Suggerimenti e buone pratiche

Nell’email marketing, è importante ricordare che l’autorizzazione è fondamentale.
Questi suggerimenti possono aiutarti a prevenire i reclami di spam quando inizi a inviare e-mail ai tuoi iscritti:

  • Utilizza un nome mittente riconoscibile.
    Cerca sempre di inviare e-mail da un indirizzo che contenga nome personale e azienda in modo che i destinatari ti riconoscano.
  • Stabilisci un primo contatto “sicuro”.
    Fai precedere alla tua campagna digitale una mail puramente testuale, NON-html, in cui magari presenti brevemente la tua attività, dando evidenza del fatto che successivamente invierai ai tuoi destinatari una proposta di interesse più specifico e allettante.
  • Inserisci il tasto “disiscrivimi”.
    Devi sempre fornire l’opzione di annullamento dell’iscrizione, per legge.
  • Evita le parole che innescano il filtro anti-spam.
    Alcune parole e frasi, come “gratuito”, “miglior prezzo”, “contanti”, “nessun obbligo”, perfino “marketing”, sono state inserite nella lista nera a causa della loro associazione con la posta spam. E’ sconsigliabile inserire tali termini nelle tue comunicazioni. 
  • Evita i caratteri speciali, soprattutto nell’oggetto delle e-mail.
    Punti interrogativi ed esclamativi nell’oggetto delle email, per esempio, le rendono altamente identificabili come spam.
  • Non utilizzare frasi fuorvianti nell’oggetto
    Evita di scrivere tutto in maiuscolo e porta al minimo la punteggiatura in generale.
  • Non inserire troppe immagini.
    Includere molte immagini o di grandi dimensioni aumenterà il tempo di caricamento della tua e-mail, il che influisce sui tassi di consegna.

 

Un altro ostacolo per l’efficacia delle tue comunicazioni consiste nella qualità dei tuoi destinatari.
Molti acquistano contatti di vario genere da banche dati. Tuttavia spesso non si ha garanzia che tali contatti siano attuali, realmente esistenti e soprattutto che siano stati raccolti nel rispetto delle leggi e delle normative sulla privacy.

La piattaforma web iComm Lab dà accesso a contatti profilabili e soprattutto sicuri, poiché garantiti dagli operatori di telefonia mobile italiani (nel caso del B2C) e dalla Camera di Commercio (nel caso del B2B).

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